Potere Prostituente

Col rogo di Giordano Bruno, la gente ci si è riscaldata.

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Archive for novembre 2009

Per uno che cade, tanti se ne innalzano

Posted by BubbleGun su novembre 22, 2009

Dalla rubrica “Soggiocando” su Pensiero Scomodo

Ci sono località che mai diventerebbero note se non fosse per gli scempi che vi si compiono e per i muri che si ergono. Probabilmente San Nicola Varco, sarebbe rimasta una semplice striscia di terra del comune di Eboli, nota solo ai residenti o vicini, oppure sarebbe diventata nota per un maestoso centro commerciale che vi sorgerà presumibilmente a breve; fatto stà che è saltata alla ribalta in queste settimane, per lo sgombero forzato delle centinaia di immigrati che vi sostavano; costoro si ritrovano ora a girovagare per la piana del sele o in chissà quale altra zona del mondo (molti di loro sono stati fermati dalle forze dell’ordine), senza una meta, cercando ancora una volta di prestare le braccia sempre più deboli, alla nostra agricoltura. Ecco, nel ventesimo anno dalla caduta del Muro di Berlino che secondo tanti ha segnato la svolta verso la libertà, sempre ed incessantemente nuovi muri si innalzano impetuosi: sono i muri della ghettizzazione e della mercificazione dell’altro, dell’invidia, della prepotenza e dell’anticultura, il muro dell’individualismo forzato e del qualunquismo, governa e governerà indisturbato per decine e decine di anni ancora grazie a noi tutti, lettori e non lettori. Merita un forte applauso il Sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, il quale ha messo a disposizione dei migranti per qualche notte, un vecchio convento dei Padri salesiani, mentre non una parola di solidarietà (figuriamoci asilo) dai Sindaci democristiani di Battipaglia, di Pontecagnano, e della stessa Eboli, i quali dovrebbero rappresentare e a nostro modo ben rappresentano, l’opinione pubblica delle città nelle quali sono in carica. Una domanda, e se costoro avessero avuto diritto di voto? Probabilmente si sarebbero aperte le porte comunali. Altro grande muro che il capitale faceva fatica a costruire, lo sta preparando mattone per mattone il governo italiano negli acquedotti comunali, ma per questo vi rimando all’articolo di Gianluca Amoroso, ben sicuri che voi lottiate ogni giorno contro gli invisibili muri che si creano nel vostro immaginario.

 

Enzo Castaldi

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Il dopo Berlusconi

Posted by BubbleGun su novembre 18, 2009

In un articolo di Pietro Spataro apparso stamane sull’Unità, si profetizza una probabile disfatta del “Berlusconismo” in tempi abbastanza brevi, ad opera dei membri interni del PdL. L’articolo suddivide ed ipotizza tre destre che si formerebbero sui binari delle personalità più o meno forti del centro-destra: una destra da combattimento intorno al capo dei capi, che punterebbe tutto sul movimentismo e sulla demonizzazione del comunismo e della magistratura, in cui elementi di spicco notevole sarebbero i berluscones Brunetta, Cicchitto, Alfano, Sacconi, Gasparri..e con due giornali o presunti tali a disposizione, tale “Libero” e tale “Il Giornale”. Un’altra destra sarebbe quella statalista(nordista), burocratica e stalinista (soprattutto nell’epurazione degli avversari) che avrebbe in Giulio Tremonti il suo pioniere, e i leghisti fidi cavalieri. Una terza destra sarebbe quella liberale, attivista, istituzionale e conservatrice, legata a Gianfranco Fini ed alla maggior parte degli ex An. Ragionando sulle suddivisioni generali delle destre, che rispecchiano poi l’andamento storico (monarchica, fascista, liberalconservatrice), ciò che si evince è la discesa in campo di una quarta ipotetica destra: quella anti-movimentista, moderata, anti-sindacalista, americanista e cattolica, che si incarna perfettamente nel Partito Democratico e nell’Udc di Casini, tendendo radicalmente a mirare alla sconfitta e scomparsa della sinistra. In contrapposizione, il Ministro Gelmini, ha dichiarato che i 150.000 studenti scesi in piazza ieri per protestare contro la sua maestosa riforma, sarebbero solo “facinorosi da centri sociali”, esatto, 150.000 studenti dei centri sociali; ma non li avevano chiusi tutti?

Enzo Castaldi

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Il “Processo fretta”

Posted by BubbleGun su novembre 15, 2009

La fretta: costante sensazione che ti porta ad uno stile di vita che rasenta un maratoneta record dell’ora che neanche Usain Bolt riuscirebbe ad acchiappare. Essa è recidiva e costante nella vita quotidiana di milioni e milioni di persone: “Ciao, scusami, devo scappare, ho la macchina in doppia fila” oppure: “ Ci sentiamo dopo, ora devo correre a lavoro altrimenti mi bollano comunista”. Fannullone. A pensarci bene, il Ministro topo Brunetta, da sempre attento alle richieste ed agli stati d’animo predominanti della popolazione, ha raccolto questi input come nessun altro fin d’ora! Il ddl anti-fannulloni è a tempo stesso un ddl anti-parassitismo e fiacchismo, ed incita i sempre più numerosi lavoratori italiani a dare il meglio di sé per accrescere la sua lievitazione (a buon rendere), e gonfiargli il petto d’orgoglio, altro che silicone alle gambe. Anche il governo italiano ha evidentemente raccolto gli input degli italiani, estendendoli, guarda caso, alla modifica di processi che altrimenti rischierebbero di diventare conservatori e decrepiti; da lì il nome al “Processo Breve”, o lodo Alfano bis, o “Processo fretta” che tra le altre cose prevede che la prescrizione scatti dopo due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero per i processi in corso in primo grado e per reati «inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione». Morale della favola, oltre ovviamente a tutelare se stesso per non incappare nella svogliatezza, il Premier e con egli il governo di maggioranza, darebbe un giusto premio a quei poveri e penosi sfigati che rispondono al nome di Callisto Tanzi, Luciano Moggi, Antonio Bassolino, i quali verrebbero subito santificati ed eletti in Parlamento, con il beneplacito delle centinaia di persone comuni che hanno pagato e continuano a pagare per causa loro.

 

Enzo Castaldi

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Sfrattati e sfruttati: il dramma di San Nicola Varco

Posted by BubbleGun su novembre 12, 2009

Ci sono località che mai diventerebbero note se non fosse per gli scempi che vi si compiono. E’accaduto con CastelVolturno in passato ed oggi con San Nicola Varco, piccola località del Comune di Eboli (SA). In mattinata di ieri 11 Novembre, mille marocchini sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine (polizia, esercito e vigili del fuoco), dal ghetto dove da anni erano costretti a vivere. Tuttavia, il luogo, seppur nel degrado più assoluto, fungeva da fissa dimora per gli immigrati (i più, con regolare permesso di soggiorno) braccianti, impiegati nell’agricoltura dell’area. Trattati come moderni schiavi, espatriati dal Nord Africa per far fronte alla raccolta dei prodotti agricoli nostrani, che altrimenti marcirebbero nelle campagne; questi lavoratori costretti allo schiavismo, si ritroveranno da ieri mattina, a girovagare per strada. Malgrado il provvedimento predisposto dalla magistratura, per motivi di igiene e sicurezza pubblica (pare che la zona sia destinata alla costruzione di un grande centro commerciale) agli immigrati non è stato concesso nessun altro luogo dove poter alloggiare (a parte qualche piccolo gruppo, ospitato a Sicignano degli Alburni, su concessione del Sindaco della cittadina). E’ questo l’ennesimo episodio di inciviltà mascherata da giustizia sociale, con questo comportamento non si fa altro che scatenare una guerra tra poveri e questa soluzione amplifica il dramma umano di San Nicola Varco. Tuttavia sorge una domanda: se questi sfrattati e sfruttati avessero avuto diritto di voto, (perché quelli umani sono già stati calpestati) avrebbero ricevuto lo stesso trattamento?

 

Enzo Castaldi

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I lavavetri di RaiTre

Posted by BubbleGun su novembre 8, 2009

Tempi duri per i lavavetri di Raitre, dopo la delibera del Sindaco Alemanno, è dovuto intervenire il Cardinale vicario per la diocesi di Roma Agostino Vallini a difendere la categoria, rivendicando per i militi ignoti di sinistra la ricerca “di una vita più dignitosa” con qualsivoglia mezzo, cosicchè dopo lo sfratto dalle panchine e dai semafori, il direttore Paolo Ruffini si vede costretto ad aderire alla campagna: “ siamo tutti Napoleone, mentre al contrario gli altri pensano che siamo psicopatici” indetta cordialmente dal ministro Brunetta in quel di Salerno. Tutto ciò non è evidentemente bastato, la Rete, da tempo in mano ai comunisti lavavetri immigrati clandestini come Fazio e Dandini, entro il 2011 sarà regionalizzata, diventerà così una sorta di rete federalista, smontata dei personaggi brigatisti più facinorosi e con un paio di prime serate tra cui L’Antipatico, condotto da Maurizio Belpietro ; Non siamo in crisi se lasciamo il crocifisso nelle aule, condotto da MariaStella Gelmini con la partecipazione straordinaria di Pier Luigi Bersani; Parla con Vespa, condotto da Bruno Vespa con inviato speciale pedinatore Paperino travestito da giornale di opposizione, e, ciliegina sulla torta, Spara ad orario trasmissione globalizzata con Schifani che spara sui lavoratori precari in differita.

Enzo Castaldi

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Italiatruffa ’09

Posted by BubbleGun su novembre 6, 2009

Passata l’epoca della moda delle risorse pubbliche, è ormai palese che viviamo nell’epoca del privato. Tuttavia, malgrado le continue decantazioni della flessibilità, delle privatizzazioni, l’unica cosa che da privata diventa pubblica è la vita personale. Cosicchè dalle vite deprivatizzate del Premier e del Presidente della Regione Lazio, ( a proposito non che Marrazzo mi sia particolarmente simpatico, ma, qualcuno potrebbe spiegarmi perché chi và con i trans deve dimettersi e chi va con le prostitute no? Mi pare ci sia una sorta di disparità di trattamento, e che non si provino a trascendentalizzare le virtù fisiche del maschio italiano..) si è passati alla privatizzazione completa di ciò che è considerato “Altro” come l’immigrato sfruttato e sottopagato e poi mandato via a calci nel sedere, ed ancora, il privato comprende ormai anche ciò che dovrebbe essere di proprietà comune: l’acqua. Con il decreto Ronchi tramutato in legge qualche giorno fa, le società private sono lì pronte ad insediarsi negli acquedotti comunali, facendo diventare un business anche uno dei diritti essenziali della vita, il frutto di tutto ciò sarà come sempre una sana e genuina competizione e siamo pronti a scommettere su chi pagherà le conseguenze.

 

Enzo Castaldi

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