Potere Prostituente

Col rogo di Giordano Bruno, la gente ci si è riscaldata.

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Archive for the ‘Satira’ Category

Il napoletano medio e la legge dell’accumulo: niente per niente, molto per tutto.

Posted by BubbleGun su settembre 28, 2010

Qualche volta accade che, nel loro giro ad andamento sussultorio, le vicissitudini decidano di fermarsi ad un bivio, e tu lì, in un immobilismo catatonico, ad attendere che ti carichino sul loro treno privato che talvolta è a fermata unica ed irripetibile.
Accade talvolta anche che il capotreno fischi e il treno parta: come nei sogni in cui si cade e non ci si riesce più a rialzare, tu arranchi, strisci, alla fine ce la fai ad aggrapparti, e il treno corre veloce, tu lì che stringi i denti per non mollare la presa, consapevole che anche un solo dito staccato potrebbe costarti caro.

Niente di tutto ciò.

Accade anche talvolta, che il treno giunga a destinazione e che la destinazione sia fisica, reale che più reale non si può.
Accade anche che la realtà ti entri nel naso ed esca da non so dove (o forse non esce), in quanto tutto ha un odore.. o una puzza.

Adoro la maggior parte dei napoletani, ma non riesco a comprendere il napoletano medio. Probabilmente la media è da sempre sinonimo di mediocrità, o probabilmente la media non è altro che un idealtipo weberiano: non esiste, è solo una costruzione mentale o sociale messa lì per comparare gli eventi con essa, e dar giudizio. E qui viene il bello: poniamo Gianturco -giusto un po’ dietro la stazione Garibaldi- poniamo un bar e te che entri per chiedere un caffè, un po’ assonnato, un po’ stanco. Sei solo. Nessuno ti si fila, al massimo qualche sguardo per capire se tifi per il Napoli o meno, o per capire se hai giocato al video-poker privato di colui che alle 8 del mattino è già lì pronto a litigare con una macchina spila-soldi (probabilmente per far sì che nessuno la occupi, dorme lì col sacco a pelo..o.. non dorme). E poi il miracolo… mettiamo caso che entri con una tua amica o conoscente bellissima.. puntualmente quegli stessi sguardi indifferenti si trasformano in inchini! “Prego Dottore! Fat’ nu cafè o dottor!”.. “Buongiorno al nostro dottoore! Prufssò il solito?”.. mentre cerchi di capire se “il solito” è inteso alla consumazione o al gratta e vinci che ti rifilano, e che magari è anche già grattato. Estasi. Ma poi accade che ti si accende la classica lampadina!! Il napoletano medio ha la cultura dell’accumulo. Se tu sei niente, rimarrai niente per tutta la vita. Se tu sei poco, diventi molto. Se tu sei molto, diventi Onnipotente! Grande caratteristica direte voi! Si, certo, ma torniamo all’inizio del racconto..

La cultura dell’accumulo si trasferisce anche sulla monnezza, mica solo sulle persone. E così vedi macchine parcheggiate a bordo strada da cui escono sacchetti dell’immondizia ben imballati, i quali, volando, si posano gentilmente e delicatamente su altri all’urlo di “Chest è pà raccolta differenziat!”.. “Chest è plastica, chest è umido e chest è..” bestemmia. Niente di strano se questo accumulo di “materiale differenziato” che differenziato non è, non sia all’interno di un cassonetto, ma sui bordi delle strade. E poi cartoni. A Napoli esistono tanti di quei cartoni (provate a passare per via Di Tocco) che ci si potrebbero costruire interi grattacieli! Altro che centro direzionale!
Grottesco? Già. Comico? Pure. Ma di chi è la colpa?
Se data la legge dell’accumulo su accumulo, con tanto avrai moltissimo e con niente avrai niente, la colpa non può esser del napoletano medio. Allora ditemelo voi, per una volta, vi ascolto.

Affettuosamente dedicato ai miei amici napoletani..

Enzo Castaldi

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Le cartoline ricordo del Primo Maggio

Posted by BubbleGun su Mag 1, 2010

Nel 1889 la Seconda Internazionale stabilì che il Primo Maggio fosse la giornata internazionale dei lavoratori. Questa data è conosciuta nella maggior parte dei paesi del mondo, ma ovviamente non negli Stati Uniti, dove ebbe la sua origine storica. Nel 1884 la Federation of Organized Trades and Lobor Unions costruì il movimento per la giornata lavorativa da 8 ore, culminato più tardi nello sciopero nazionale del 1 Maggio 1886. I lavoratori scesero in piazza in quasi tutte le maggiori città americane, paralizzando industrie, ferrovie, mattatoi e di conseguenza paralizzando tutta la macchina capitalistica del paese. Era uno sgarro che i padroni non potevano accettare. La repressione fu tremenda: il 3 Maggio la polizia sparò sulla folla di scioperanti uccidendo 4 operai e ferendone moltissimi. La sera successiva a Chicago la polizia aprì il fuoco come reazione ad una bomba artigianale esplosa qualche ora prima, uccidendo diversi lavoratori e ferendone a centinaia.
Oggi il significato del primo Maggio è più che mai di tipo commerciale. E’ un Primo Maggio plagiato anch’esso dalla logica del mercato che umilia gli esseri umani e devasta la natura, è un primo Maggio ridotto a merce di scambio, buono per incrementare le vendite e sfruttare migliaia di lavoratori in nero sottopagati e costretti a prestare servizio nel giorno a loro dedicato. Già perché logica vuole che un centro commerciale sia pronto ad accogliere la masse popolari bramose di spendere i loro risparmi per far girare l’economia in crisi. Mica fessi, loro. Tra qualche tempo arriveranno a produrre le cartoline ricordo del Primo maggio, con sotto scritto: “aperto tutti i giorni dell’anno”, consegnati dalle gracili mani dei commessi ormai rinsecchiti dallo sfruttamento e costretti a sorridere costantemente, tant’è che ormai sorridono vita natural durante. Del resto come il governo Berlusconi vuole, sorridenti, felici, capaci di amare. E snelli, perché la flessibilità vuole persone attive e pronte a divincolarsi e schizzare ad ogni input dato dal mercato. Per non parlare poi del Concerto farsa che si tiene a Roma. Sono anni almeno che ha perso di reale significato, un concerto dettato dall’immobilismo sociale che assume solo il senso di un luogo da invadere per dar lavoro agli spazzini e portare qualche pluripremiato artista a vendere qualche copia in più. Vedi Vasco Rossi lo scorso anno. Di bandiere rosse? Manco a parlarne. Almeno il 70% dei partecipanti al concerto non sa neanche perché è lì. O forse si: la signora Moda ha promesso un provino di partecipazione alla prossima “Isola dei Famosi”.

Enzo Castaldi

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I macellai dell’8 Marzo

Posted by BubbleGun su marzo 8, 2010

Come può l’8 Marzo, nel 2010, avere ancora un significato storico è una cosa che costantemente mi trastulla i pensieri sino a renderli semi-amebi. Cammino per le strade asserragliate di Napoli con notevoli venditori di mimose alle calcagna che chiedono però esclusivamente a donne di comprare i loro mazzettini gialli con fiocco rosso, ricevendo a volte manco un cenno di dissenso; come a dire: “ ma non dovresti regalarmele?”. Il dubbio continua ad insinuarsi imperterrito fino a che mi ritrovo di fronte ad un manifesto emblematico: “ QUESTA SERA STREAP-TEASE INTEGRALE (in noto locale napoletano) DI FRED O’ SALSICCIOTTO!”, ora cosa sia questo salsicciotto lascio ad altri immaginarlo. Io sono vegetariano. Nel frattempo la mia condizione amebosa va via via fluttuando verso altre mete. La festa delle donne, simbolo dell’emancipazione femminile, anni 60 in Italia (ma iniziata prima), l’emblema della donna che lavora ma nel frattempo bada anche ai figli ed alla casa, 1908 e Stati Uniti d’America, 129 operaie di una fabbrica morte perché avevano osato protestare, e discorrendo, ripensando ad un po’ di letteratura femminista, mi imbatto in un altro manifesto del noto macellaio. La sovraesposizione dei corpi trasforma in “contenitori” vuoti, diceva qualcuno; ma oggi più che mai c’è bisogno di esporsi in prima persona come atto eversivo. Ciò che temo è che lo spazio si sia ridimensionato a differenza dei salsicciotti e dei presunti tali mediatici, impedendo di pensare diversamente, trasformando la festa dell’emancipazione in una festa costante alla ricerca del velinismo e del calciatore famoso di turno, commercializzata al punto tale che i macellai finiscono col fare affari d’oro, a discapito della lotta per i diritti.

*Nella foto: immagine di macellai romani uniti nella lotta alle femministe nel famoso corteo a favore della ru486

Enzo Castaldi anti-macellaio

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La magia della matita elettorale

Posted by BubbleGun su febbraio 28, 2010

Il clima che si crea intorno alle elezioni di qualsiasi genere è sempre molto particolare e coinvolgente. Da piccolo, imprecavo in preda all’invidia, contro mio padre e i miei familiari, perché loro potevano votare ed entrare in quella magica cabina con quella magica matita di cui se ne dicevano di cotte e di crude: essa poteva segnare le sorti di un intero paese! “Cavolo”, pensavo tra me e me, immaginando che in quella cabina si aprisse un mondo fantastico o che magari gli individui potessero sentirsi partecipi di gesta epiche come quelle dei cavalieri o dei condottieri che studiavo a scuola, solo impugnando il potente mezzo. Come poteva una matita segnare le sorti del paese? Quale magia sprigionava? Era forse appartenuta ad un potente mago in passato, sottoforma di bacchetta magica?
Gli anni passarono e venne il giorno in cui anch’io dovetti impugnare quell’oggetto. Ed anche se avevo ormai abbandonato l’idea del mondo fantastico della cabina elettorale, era comunque una grande emozione varcare la soglia del proibito. Votai. Non ci dormii la notte: “Avrò votato bene? Cambierò anch’io dunque ora il mondo con il mio voto? Aspettai trepidante i risultati, il mio partito di riferimento si attestava intorno al 7%, era il 2001. Deluso, pensai che allora non era come sembrava, non potevo cambiare un bel niente con quel misero 7%. Continuavo a vedere sempre le stesse facce in televisione, cambiare schieramenti politici, cambiare alleanze, e il mio partito di riferimento perdeva man mano di consensi, fino ad arrivare al capitombolo del 2008. “Ma cosa c’è che non va in quella matita? Perché solo per me non funziona?”. Ora a dispetto di qualche anno ho finalmente capito cosa spinge quella matita: l’egoismo. Altro che magia, altro che potenti maghi, è l’egoismo che porta al consenso verso il candidato soprattutto nelle realtà locali e regionali. Ecco perché vedo manifesti elettorali di consiglieri comunali muti da 700 voti (questa è magia, cavolo!) cambiare schieramenti come si cambia l’abito la mattina, e continuare a raccogliere magari gli stessi consensi forse proprio grazie al “sordomutismo”. O di altri consiglieri provinciali che parlano di “voltare la pagina” di un libro che è ormai decrepito e cade in frantumi, o di sceriffi leghisti travestiti da “sinistra” ed appoggiati da personaggi che si ritengono di sinistra e non hanno le palle di dire NO, vittime anche loro di quella forma di “sordomutismo” che si chiama “male minore e bipolarismo”. Di fronte a questi personaggi io l’abito continuerò a non cambiarlo, fiero ed orgoglioso, e voterò Paolo Ferrero e la Federazione della sinistra alle regionali. Sperando che la matita riprenda magari a distribuire flusso magico, come quando ero bambino.

Godo nella pazzia, ma nella normalità impazzisco.

Enzo Castaldi

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“Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente”

Posted by BubbleGun su febbraio 18, 2010

Personalmente, con l’avvento del decoder ho fatto una scelta radicale ma che mi frullava nella testa già da molto tempo (e in effetti le mie dosi quotidiane erano di molto diminuite col passare del tempo): abolire completamente la tv. Cosicché, a parte qualche raro cartone animato satirico, uso la tv solo ed esclusivamente per guardare qualche dvd rigorosamente d’epoca (ultimamente la mia passione per i film di Sergio Leone è riemersa come un fiume in piena), oppure come sostegno, essendo costipata da luce grigia ed opaca, piena di strisce orizzontali e un po’ frastagliate e che la rendono bella e divertente anche se a qualsiasi canale è sempre la stessa storia; quando il neon della lampada mi acceca nelle mie letture serali. Ma questo non vuol dire che non mi tenga aggiornato: internet ed almeno un quotidiano al giorno, anche se tra un po’ forse smetterò di comprarne in quanto i miei preferiti cesseranno di esistere. Per puro caso ieri, passando per il soggiorno, noto una strana luce blu che mi acceca provenire dalla cucina, e dei lamenti sempre provenienti dallo stesso luogo. Mi avvicino con fare insolito e dubbioso, cosa vedo? Mia madre che guarda alla tv il festival della canzone italiana: “Sanremo”; penso tra me e me: “ Ma Berlusconi non l’aveva abolito? Non c’aveva mandato Bertolaso per ricostruire i maroni di Pippo Baudo, anche se poi si è fregato i sostegni e il ferro del cemento armato?”, evidentemente no. L’ultima volta che mi ricordo di aver visto Sanremo, i miei ormoni da adolescente rockettaro saltellavano su e giù dalla testa ai piedi in un nanosecondo, alla vista di un omino vestito in pelle e un po’ effemminato che cantava una canzone divinizzante una droga ma anche una marca di cereali, e spaccare una chitarra sull’amplificatore: era Brian Molko cantante dei Placebo. Per me poteva bastare, non l’avrei più rivisto: era il 2001. Qualche anno fa sul Corriere della Sera lessi: “ il Festival di Sanremo non è una rassegna musicale, bensì un galà, una sorta di pratica divinatoria coatta per leggere la società. Uno specchio fedele dell’Italia di oggi”; bene, il 2001 era l’anno di Genova, del G8 e del movimento studentesco. Il 2010 è l’anno dei tagli alla cultura, all’informazione, alla scuola, è l’anno della cassa integrazione e di Vincenzo De Luca candidato di “sinistra” nella mia regione, (fortunatamente c’è ora Paolo Ferrero, così eviterò di non andare a votare) e chi mi presenta in risposta il festival? Pupo ed Emanuele Filiberto che cantano “Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente”…. e la mia stupida mente da vecchio e fuori moda ripensa alle parole di Luigi Tenco nel 1967: “ Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato cinque anni della mia vita inutilmente. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda – io, tu e le rose – in finale.. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi”. Tenco si toglie la vita, Sanremo uccide uno dei più grandi cantautori italiani e da allora regna quasi imperterrito l’imbarazzo.

Enzo Castaldi

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Chi subisce realmente le nuove leggi sulla caccia?

Posted by BubbleGun su febbraio 1, 2010

A tutt’oggi la caccia in Italia è permessa per cinque e dico cinque mesi l’anno, esattamente dall’inizio di Settembre alla fine di Gennaio. Il 28 Gennaio di quest’anno, al Senato è passata una legge che rende questi limiti flessibili e poco importa se solo per gli uccelli e per gli immigrati. I rischi sono innumerevoli, in Italia esistono specie di uccelli in via d’estinzione ed innumerevoli braccia da sfruttare, ed inoltre, oltre al grave danno che la caccia reca agli ambienti incontaminati (ormai sempre più limitati) ed ai suoi abitanti, il rischio sarebbe grave per i turisti che affollano i boschi d’estate e che intendono comprare roba buona roba bella a poco prezzo. Cosicchè mentre starete sorseggiando una bevanda o rilassandovi sotto il fresco di una pianta, potreste ritrovarvi pieni di pallini da cartuccia in un polpaccio, se vi va bene. Ma il bello deve ancora venire: il governo italiano sta ben pensando di estendere oltre i 5 mesi anche la caccia ad un altro animale da tavola: il membro dei “Centri sociali”. Questa specie in via d’estinzione si riproduce sempre in maniera più limitata e tende inoltre ad essere spesso etichettata come capro espiatorio di tutti i mali del mondo (in alternativa come sempre ci si rifugia sulle bestie africane). Da notare come sulla base di queste proposte il neo partito di centro-destra (PD) abbia deciso di candidare in Campania Vincenzo Eastwood De Luca date le sue immense capacità di cacciatore, pare infatti che, oltre agli innumerevoli trofei collezionati in questi anni da Sindaco, annoveri tra la collezione anche una testa del famoso immigrato OGONGA mohammed, e del famoso comunista avverso al nucleare SPARTACO Cellini detto o’scoppiatone, colto in fragrante mentre fumava l’erba dei giardini di Salerno.

Enzo Castaldi

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Cantanti, alberi e svincoli

Posted by BubbleGun su gennaio 28, 2010

Editoriale su Pensiero Scomodo di Gennaio

E fu così che ci lasciammo il famosissimo “Natale battipagliese” alle spalle: verrebbe da dire, per fortuna. L’amministrazione comunale in auge, con tanto di acclamazione popolare, ci porta il pluripremiato cantautore Povia e gli osannati Audio2 (pare che per questi ultimi si sia imposto il parroco in persona), che di certo non hanno nulla da invidiare ai derelitti e decrepiti De Andrè, Tenco e via dicendo. Ma non solo, in perfetta sintonia e coerenza con la situazione civica battipagliese, il cantautore filosofo dai lunghi capelli ha pensato bene di portar con sé alcuni dei suoi piccioni da allevamento e donarli all’amministrazione, la quale ha pensato a sua volta bene di ingabbiarli nelle catacombe del rudere di Piazza Madonnina insieme ai proficui ratti che tanto allietano la città. Fortunatamente gli amanti della Musica hanno disertato l’evento dello scorso 30 Dicembre; ma l’amministrazione c’è rimasta davvero male! Per vendetta ha cominciato a sradicare i pochi alberi rimasti nella nostra bella cittadina e a demolire a colpi di accetta quello installato di fronte al Comune, probabilmente per ricavarne nuovi mobili da offrire ai laboriosi ed affaccendati consiglieri ed assessori tutti. Nel frattempo dopo lunghi ed esasperanti anni di attesa, partono i lavori per l’adeguamento dello svincolo autostradale atto a ghettizzare i cittadini di Belvedere, i quali stanno ben pensando di organizzarsi in battaglie per l’indipendenza dal comune centrale e di costruirsi delle moderne funivie per attraversare finalmente senza autoveicoli il tratto che li separa dal centro cittadino. Ma il comune della nota città solidale e cattolica non demorde! In continua sintonia con il governo nazionale intitolerà il nuovo svincolo a Bettino Craxi con tanto di statua posta sopra un arco di trionfo, tanto per non distanziarsi troppo dalle iniziative delle grandi città della nostra bella Italia.

Enzo Castaldi

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In nome del sano moderatismo

Posted by BubbleGun su dicembre 27, 2009

Sembra proprio che la malattia di inventarsi cartelli elettorali pur di racimolare qualche consenso abbia ormai contagiato anche i non comunisti. In nome del nuovo che avanza, del maschilismo, del legale, dell’anti clientelismo che una volta si chiamava meritocrazia, nasce dopo i fatti di Milano e soprattutto dopo l’impennata vertiginosa nelle vendite dei cotillon del Duomo di Milano (a proposito pare che abbia risollevato l’economia degli abusivi con grande felicità del sindaco Moratti), un nuovo partito che raccoglie le eredità colorite delle natiche di Moana Pozzi , quello dell’amore appunto. La corsa per bollarsi come promoter della nuova nascita post-natalizia è cominciata, hanno dato la loro adesione personalità del calibro di Berlusconi, il Papa, Giovanardi, Gasparri, Rutelli e D’Alema, quest’ultimo impaurito da Vendola e dalle sue tendenze omosessuali non ha esitato un solo istante, Topolino, Minnie, il dipietrista Revelli, Neri Parenti e i suoi continui regali natalizi da premio oscar, i pacchi di RaiUno tutti insieme all’unanimità (pare che il Dottore abbia minacciato il pacco ribelle del Veneto capitanato da un prete di colore, sempre via telefono ovvio), Barbara D’Urso e la Freccia rossa stanca dei continui reclami dei viaggiatori. Il tutto all’insegna del sano moderatismo, principio cardine del sindaco e degli assessori di Coccaglio fautori del “White Christmas”, ideato in nome della tradizione nazionale propria del PdL e della Lega, da sempre partiti nonviolenti , libertari, pro-precari e talmente innovatori che avrebbero pensato nelle riforme del 2010, di attuare un passaggio diretto al 2011 (pare ci sia stata una riunione straordinaria tra Berlusconi, Ghedini e il PD tutto non esente dal riformismo innovatore del partito dell’amore); esatto saltare un anno per evitare che si formi il partito di opposizione, quello dell’inferno a cui sinceramente, dato l’andazzo, andrei volentieri.

Enzo Castaldi

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A Natale siete tutti più buoni?

Posted by BubbleGun su dicembre 24, 2009

Da Pensiero Scomodo di Dicembre (Editoriale)

Com’era quella favola che spesso ci ripetevano in passato? Ah si: “A Natale siamo tutti più buoni”, beh mai come stavolta suona oltremodo bene. Probabilmente si sentiranno più buoni i soliti comunisti dopo la maestosa manifestazione del 5 Dicembre in quel di Roma, a cui noi tutti (Associazione e Rifondazione Comunista “A.Gramsci” di Battipaglia) abbiamo preso parte. Confesso le mie iniziali perplessità su un evento che ha avuto nel nostro Premier l’unico bersaglio (benché lecito); perché focalizzare ancor di più l’attenzione su di lui, perché renderlo ancor più vittima? Perché aggregarci ai dipietristi finti sinistroidi? C’erano e ci sono ahimè problemi ben più gravi, di cui tuttavia non intendo parlare in questa sede, ma ammetto che i miei dubbi si sono completamente placati alla vista di quel rosso che malgrado i tempi che corrono, continua ad infiammarmi. Mi è servito, mi ha reso consapevole che forse, la voglia di riemergere e di farci vedere è ancora ben viva in noi, ed ho capito che il senso della manifestazione per noi comunisti, è stato in primis combattere la campagna di demonizzazione e oscurantismo di cui siamo vittime! Quindi un augurio speciale e laico a voi Compagni e Compagne, rara è la vostra capacità di rigenerazione, degna in modo tale da lasciar sbigottiti. Probabilmente si sentirà più buono il nostro Premier, pronto anzi prontissimo a recarsi in carcere per perdonare il suo aggressore, quel tal Tartaglia, come il suo maestro Papa Giovanni Paolo II fece con Ali Agca tempo addietro. Probabilmente si sentirà più buono lo stesso Tartaglia, ma non Di Pietro, il quale stanco del suo primato di cerebroleso ha tentato di far spaccare la testa all’uomo più vicino a lui mentalmente, peccato che il killer selezionato abbia sbagliato mira. Probabilmente si sentiranno più buoni gli insegnanti, gli alunni e i genitori degli alunni della Scuola “Fiorentino” di Battipaglia dopo l’incontro con il novello Sindaco battipagliese ed il suo fido scudiero Sancio Panza. Probabilmente si sentirà più buono lo stesso Sindaco di Battipaglia, anzi più caldo, riparato dai nuovi assessori usati come coperta termica e riscaldato dalla legna ricavata dal taglio dei pini di Piazza Aldo Moro e del “Centro Sociale”. Auguri!

Enzo Castaldi

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Il “Processo fretta”

Posted by BubbleGun su novembre 15, 2009

La fretta: costante sensazione che ti porta ad uno stile di vita che rasenta un maratoneta record dell’ora che neanche Usain Bolt riuscirebbe ad acchiappare. Essa è recidiva e costante nella vita quotidiana di milioni e milioni di persone: “Ciao, scusami, devo scappare, ho la macchina in doppia fila” oppure: “ Ci sentiamo dopo, ora devo correre a lavoro altrimenti mi bollano comunista”. Fannullone. A pensarci bene, il Ministro topo Brunetta, da sempre attento alle richieste ed agli stati d’animo predominanti della popolazione, ha raccolto questi input come nessun altro fin d’ora! Il ddl anti-fannulloni è a tempo stesso un ddl anti-parassitismo e fiacchismo, ed incita i sempre più numerosi lavoratori italiani a dare il meglio di sé per accrescere la sua lievitazione (a buon rendere), e gonfiargli il petto d’orgoglio, altro che silicone alle gambe. Anche il governo italiano ha evidentemente raccolto gli input degli italiani, estendendoli, guarda caso, alla modifica di processi che altrimenti rischierebbero di diventare conservatori e decrepiti; da lì il nome al “Processo Breve”, o lodo Alfano bis, o “Processo fretta” che tra le altre cose prevede che la prescrizione scatti dopo due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero per i processi in corso in primo grado e per reati «inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione». Morale della favola, oltre ovviamente a tutelare se stesso per non incappare nella svogliatezza, il Premier e con egli il governo di maggioranza, darebbe un giusto premio a quei poveri e penosi sfigati che rispondono al nome di Callisto Tanzi, Luciano Moggi, Antonio Bassolino, i quali verrebbero subito santificati ed eletti in Parlamento, con il beneplacito delle centinaia di persone comuni che hanno pagato e continuano a pagare per causa loro.

 

Enzo Castaldi

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